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Tegretol antiepilettico
Indicazioni:
epilessia, nevralgia del trigemino, manie, stati convulsivi dell'infanzia. Effetti indesiderati:
gli effetti secondari più frequenti, soprattutto nella fase iniziale della terapia, sono vertigini, sedazione, irrequietezza. Questi effetti possono essere minimizzati iniziando la terapia a bassi dosaggi. Sedazione, turbe cerebellari e oculomotorie sono pure sintomi di eccessive concentrazioni plasmatiche di carbamazepina. I sintomi gastrointestinali
sono meno comuni e includono xerostomia , dolori addominali, nausea e vomito, anoressia, diarrea o stipsi, stomatite. A carico della cute possono comparire prurito, eritema generalizzato,
orticaria, reazioni di fotosensibilizzazione, dermatiti esfoliative, alterazioni della pigmentazione cutanea, che possono rendere necessaria l’interruzione della terapia. Alterazioni del sistema emopoietico. Altri effetti collaterali comprendono aritmia, insufficienza cardiaca congestizia, alterazione degli enzimi epatici, epatite, febbre e
brividi, pollachiuria , ritenzione urinaria, oliguria , glicosuria ,
iposodiemia , cefalea, confusione mentale, disturbi della parola, neuriti periferiche e parestesie e depressione accompagnata da agitazione.
Posologia da individualizzare col proprio medico curante in base alla gravità della malattia:
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Adulti |
1 compressa da 200mg 1-2 volte al giorno, inizialmente |
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Bambini |
10/20 mg/Kg di peso corporeo |
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Corretta modalità d'assunzione: indipendentemente dai pasti. |
Controindicazioni :
ipersensibilità accertata al farmaco, anomalie nella conduzione atrioventricolare, depressione della funzione midollare all’anamnesi. Precauzioni
d'uso: si raccomanda cautela nei casi di insufficienza cardiaca, renale o epatica e anche nel trattamento di pazienti con aumentata pressione endooculare. Si raccomanda inoltre estrema attenzione nell’identificazione dei pazienti affetti da disturbi convulsivi di tipo misto (che includono assenza generalizzata o convulsioni da assenza atipica) poiché
la carbamazepina potrebbe aumentare la frequenza degli attacchi ed esacerbare convulsioni miocloniche. Prima di iniziare il trattamento con il farmaco devono essere controllate la crasi ematica e la funzionalità epatica. Il controllo ematologico deve essere ripetuto settimanalmente nei primi tre mesi e mensilmente nei periodi successivi di
trattamento. L’uso del farmaco è da evitare in gravidanza, soprattutto nei primi tre mesi, per il rischio di malformazioni congenite nel feto (se durante il trattamento si verifica gravidanza, si dovrà accuratamente valutare il rapporto rischio/beneficio). È da evitare la contemporanea assunzione di inibitori delle monoaminossidasi (IMAO)
e si suggerisce di frapporre un intervallo di almeno 15 giorni dopo la sospensione degli IMAO, prima di iniziare la somministrazione di carbamazepina.
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