Molte attività biologiche dell'organismo possono avvenire correttamente solo se le caratteristiche chimico-fisiche restano inalterate. Gli esami di laboratorio costituiscono un valido strumento per evidenziare alterazioni di questo equilibrio e per trarre indicazioni riguardo le possibili cause.
Fibrinogeno
Significato: Il fibrinogeno è una proteina che svolge un ruolo essenziale nel processo coagulativo. L'esame è indicativo per la valutazione della funzionalità epatica, diagnosi e monitoraggio della
coagulazione intravasale disseminata, fattore di rischio per malattia coronarica.
Valore normale:
180-350mg/dl
Occorre precisare che l'intervallo di riferimento è metodo dipendente e laboratori che utilizzano metodi equivalenti possono utilizzare diversi valori di riferimento.
Aumento dei valori:
il fibrinogeno aumenta negli stati infiammatori, nelle infezioni acute e croniche, nelle patologie tumorali ed in seguito ad interventi chirurgici. Aumenta anche in corso di gravidanza e in pazienti che assumono contraccettivi orali con elevati dosaggio estrogenico. Elevato valori di fibrinogeno sembrano rappresentare un fattore di rischio
per malattia coronarica.
Diminuzione dei valori:
il valore diminuisce nelle epatopatie gravi e nella coagulazione intravasale disseminata (alterazione caratterizzata dalla riduzione degli elementi coinvolti nella coagulazione del sangue a causa del loro consumo per la formazione di molteplici coaguli dentro i vasi in diverse sedi.)
Indicazioni per il paziente: prelievo del sangue.
Fonti bibliografiche:
Bonardi, Deambrogio, Oliaro "Interpretazione dei dati di laboratorio" Edizioni Minerva Medica
Peyronel, Fiorucci "Esami di laboratorio. Guida per l'interpretazione"
Paolo Boccardo "Manuale del farmacista" OEMF
"Guida clinica agli esami di laboratorio" Farmamese 9-10-11/1994