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Data di pubblicazione: Gennaio 2003
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Areca catechu
 

noce di betel, areca, betel palm, pinang, bing lang, areca-nut, betel nut

Provenienza: Originaria di Ceylon (Sri Lanka), Malesia, viene tuttavia coltivata in tutto il Sud-est asiatico, in India ed in alcune regioni dell’Africa centro-orientale

Principio attivo: arecolina, arecaidina, guvacina e guvacolina

Uso storico: l’origine nell’abitudine a masticare la noce di Areca è da ricercare nel Sud-est asiatico, probabilmente in Malesia, dove il nome della provincia di Penang sta a significare proprio areca-nut. Antichi scrittori orientali hanno lasciato testimonianza del fatto che la pratica di masticare Betel in Cina ed India fosse ben radicata già più di duemila anni fa. A tale pianta venivano riferiti una serie di effetti: antielmintico, stimolante dell’appetito, rinfrescante dell’alito, diuretico, lassativo, tonico nervino che trovavano applicazione nella medicina ayurvetica.

Uso attuale: l’areca-nut è comunemente consumata dalle popolazioni asiatiche e dalle comunità asiatiche emigrate in Europa e nel Nord America. In questo ultimo caso, il consumo sembrerebbe legato anche all’aspetto religioso, le comunità indiane Hindu nel Regno Unito sono le maggiori consumatrici di betel nut (fino ad un 80% degli adolescenti ed adulti della comunità), mentre le comunità Sikh ne consumano meno (un 50% di adolescenti ed adulti) ed infine è poco diffusa fra i mussulmani indiani, pachistani, ecc... Tipicamente, la noce viene masticata dopo essere stata suddivisa in porzioni sottili, combinata con una varietà di altri prodotti naturali (tra i quali il tabacco), e avvolta in una foglia di pepe betel (Piper betle).
Nella medicina tradizionale indiana, il Betel (sia il “sigaro” nel suo insieme che l’areca-nut da sola), è raccomandata specialmente per i suoi effetti lassativi e carminativi. Esiste comunque un consumo legato a credenze popolari più che scientifiche, che attribuiscono alla pianta effetti di senso di benessere, palpitazioni (quindi effetto stimolante afrodisiaco), prontezza dei riflessi, resistenza alla fame. Inoltre, le donne asiatiche in gravidanza masticano l’areca nut per prevenire la nausea mattutina. Circa 200 milioni di persone masticano regolarmente Betel nel Pacifico Occidentale e nell’Asia meridionale, si stima in 600 milioni il numero delle persone che nel mondo mastica areca-nut secondo diverse modalità di consumo: cioè, circa il 10-20% della popolazione mondiale assume una qualche forma di areca-nut. Solo altre tre molecole psicoattive (nicotina, etanolo e caffeina) sono consumate più frequentemente dell’areca nut.

Legislazione: in Italia nè l’arecolina, nè l’arecaidina nè l’intera pianta o parti di essa sono inseriti nella tabella I dell’elenco delle sostanze stupefacenti e psicotrope di cui all’art.14 del DPR n. 309/90. Non sono noti provvedimenti legislativi restrittivi a carico dell’areca-nut o dei suoi principi attivi nei diversi paesi della Comunità Europea. Non sono noti provvedimenti legislativi restrittivi a carico dell’areca-nut o dei suoi principi attivi negli Stati Uniti.

Proprietà farmaco-tossicologiche: la maggior parte delle proprietà farmaco-tossicologiche della noce di betel sono da attribuire all’arecolina, il principale alcaloide dell’Areca catechu. L’arecolina è in grado di interagire sia con i recettori muscarinici sia con quelli nicotinici, producendo effetti colino-mimetici che si manifestano con bradicardia, ipotensione, broncospasmo, miosi, incremento del tono muscolare ed incremento delle secrezioni salivare, gastrica, pancreatica, bronchiale e lacrimale. L’arecolina inoltre è un inibitore competitivo del neurotrasmettitore acido gamma ammino butirrico (GABA) in grado di legarsi ai suoi recettori: in questo modo l’arecolina impedisce la neurotrasmissione GABAergica ed i suoi effetti inibitori a carico della trasmissione nervosa. Così, mentre le benzodiazepine (ad esempio: il diazepam) potenziano l’attività inibitrice del GABA sull’attività bioelettrica del cervello e quindi la sua azione tranquillizzante, l’arecolina agendo come GABA inibitore, genera effetti stimolanti o euforizzanti che sono opposti, in sostanza, a quelli ansiolitici prodotti dalle benzodiazepine. L’arecaidina produce i medesimi effetti parasimpaticomimetici dell’arecolina.

Tossicità: non sono noti i dati di tossicità relativi all'uomo

Effetti avversi: l’assunzione di betel nut è stata associata allo sviluppo di patologie cardiovascolari. Livelli elevati di omocisteina, associabili ad un incrementato rischio di cardiopatie ischemiche, sono stati osservati nei masticatori abituali di noci di betel. In letteratura si ritrova il caso di un paziente affetto da pregressa patologia coronarica che ha manifestato un infarto del miocardio in seguito all’assunzione di betel nut. L’arecolina, contenuta nelle noci di betel può infatti causare spasmo delle arterie coronariche con un
meccanismo patogenetico riconducibile ad un effetto parasimpatico-mimetico che si esplica sui vasi con danno endoteliale.
In un altro caso un paziente cardiopatico dopo avere masticato noce di Betel è deceduto, nonostante i ripetuti tentativi di defibrillazione, a causa di infarto acuto del miocardio con fibrillazione ventricolare.
L’uso di betel nut può causare tachicardia ed aumento della pressione sanguigna. Oltre la metà degli utilizzatori cronici di tale droga dichiara di avere palpitazioni. L’accelerazione del battito cardiaco insorge entro 2 minuti dall’inizio della masticazione di betel, raggiunge un picco entro 4-6 minuti e termina mediamente entro 18,8 minuti. Inoltre, l’incremento medio dei battiti cardiaci (espresso come battiti/minuto) è pari a 17 per i nuovi assuntori, 16,2 per gli assuntori occasionali e 13,3 per gli assuntori abituali. La durata degli effetti è maggiore nei nuovi consumatori rispetto ai consumatori abituali: ciò fa ipotizzare il possibile sviluppo di tolleranza verso questi effetti in seguito ad assunzione ripetuta.
L’uso cronico di noci di betel può causare la deplezione di vitamina B12. Test di laboratorio effettuati su 11 soggetti che assumevano betel nut da almeno 35 anni hanno dimostrato una notevole riduzione dei livelli ematici di tale vitamina.
A livello del sistema nervoso centrale l’arecolina esercita effetti muscarinici (miosi, riduzione del senso di fatica, aumento dell’attenzione e della concentrazione, agitazione seguita da una fase di depressione e prostrazione) mediati da un incremento dei livelli di acetilcolina e associati a senso di benessere. Nei soggetti che per la prima volta assumono betel nut si possono manifestare vertigini. L’uso di Betel nut è stato associato allo sviluppo di diabete. In letteratura è riportato il caso di due persone che hanno manifestato una sindrome reversibile denominata “milk alkali”, caratterizzata da iperglicemia, alcalosi metabolica ed insufficienza renale, in seguito all’assunzione di betel nut associata ad una pasta alcalina composta principalmente da gusci di ostriche.
A livello gastrointestinale l’assunzione di Betel nut può causare irritazione e crampi intestinali. L’arecolina, somministrata per via orale, può provocare l’insorgenza di nausea e vomito causando al contempo aumento della peristalsi.
La bocca ed i denti dei soggetti che masticano continuamente betel nut insieme a calce spenta si macchiano rapidamente assumendo un colore variabile dal rosso al marrone, questi inoltre manifestano intorbidimento della lingua e secchezza delle fauci. I nuovi utilizzatori possono sperimentare un senso di costrizione alla gola e all’esofago.
Tuttavia in seguito all’uso cronico di Betel si sviluppa una tolleranza molto simile a quella che si ha con le sigarette. Inoltre, le persone che smettono di assumere il Betel possono manifestare episodi di psicosi tossiche reversibili caratterizzate da allucinazioni e da idee maniacali. Altri sintomi comunemente riportati in seguito alla sospensione dell’assunzione di Betel sono: alterazioni dell’umore, riduzione della concentrazione, disturbi del sonno ed incremento dell’appetito.
Oltre al carcinoma a cellule squamose, l’assunzione di Betel può essere associata ad un elevato rischio di insorgenza di altri tipi di tumore. Negli utilizzatori abituali di Betel nut si manifesta leucoplachia una lesione pre-cancerosa che si traduce successivamente in
cancro della bocca.

Interazioni: l’assunzione di Betel può antagonizzare gli effetti farmacologici dei farmaci anti-muscarinici e potenziare invece l’efficacia degli agonisti colinergici. L’arecolina, agendo come inibitore del GABA, può antagonizzare l’effetto ansiolitico delle benzodiazepine. Interazioni farmacologiche possono manifestarsi in particolare con:
- antidepressivi triciclici: riduzione dell’attività antidepressiva;
- amantadina, fenotiazine, olanzapina, molindone, loxapina, aloperidolo: aumento dell’incidenza di effetti extrapiramidali.
- anticolinergici: riduzione dell’efficacia farmacologica.


Bibliografia:

  • Smart Drugs ISS-Dipartimento del farmaco

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