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Conoscere e trattare gli inestetismi cutranei dovuta ad alterazioni metabolico che insorgono nella pelle a buccia d'arancia
La cellulite è un disturbo percepito essenzialmente come un
danno di natura estetica. In realtà è spesso spia di una malattia concomitante,
quale ad esempio l’insufficienza venosa degli arti inferiori. Chi ne soffre
presenta la caratteristica pelle “a buccia d’arancia” con sporgenze,
avvallamenti, tumefazioni e altre deformazioni. La cellulite colpisce
soprattutto le donne tra i 25 e i 40 anni; in particolare le zone incriminate
sono: cosce, fianchi, interno delle ginocchia …. Dermatololgicamente viene definita come una
panniculopatia edemato-fibro-sclerotica ossia una degenerazione delle cellule
adipose caratterizzata dall’accumulo di scorie metaboliche ed eccesso di liquidi
nel sottocute. Tra i sintomi che la
caratterizzano si possono citare le sensazioni di tensione, di indolenzimento e
di pesantezza delle parti interessate. I primi segni locali sono: cute fredda
che tende al violaceo per la scarsa irrorazione. L'adipe è l'isolante termico
del corpo, il suo serbatoio d'energia, il problema, non solo estetico comincia
quando l'adipe normale è alterato da un aumento sia di peso ma anche di volume
degli adipociti, le cellule che incamerano le eccedenze alimentari (zuccheri)
sotto forma di triglceridi. Le scorie vengono intrappolate nei tessuti connettivi, creando
sacche piene d’acqua che conferiscono alla pelle l’aspetto caratteristico. Le
cellule adipose a causa di un disturbo della microcircolazione locale, ricevono
poco nutrimento. In tal modo sono sottoposte ad una progressiva sofferenza che
ne causa una graduale degenerazione: diventano adipociti duri e sclerotici. Il
fenomeno dipende dallo squilibrio fra lipogenesi (formazione dei trigliceridi) e
lipolisi (degradazione dei grassi), cioè il loro consumo. Normalmente esiste un
equilibrio tra lipogenesi e lipolisi. Quando questo equilibrio si rompe a favore
della lipogenesi, la produzione di grassi risulta fortemente aumentata e il loro
stoccaggio comporta un aumento di volume degli adipociti. Si formano allora gli
accumuli adiposi, l'ipoderma (lo strato più profondo della pelle) si ingrossa e
può dare origine alla cellulite. L'aumento dello strato di ipoderma forma un
cuscinetto adiposo che rende poco efficace la circolazione sanguigna. Ciò causa
un rallentamento dei ricambi di acqua: i liquidi normalmente drenati dai
capillari non vengono correttamente eliminati. Quando è presente un accumulo
adiposo la scarsa tonicità dei tessuti e il cattivo turn-over epidermico portano
ad una pelle poco elastica che non è in grado di rispondere adeguatamente alle
variazioni di volume. Si manifesta allora il tanto temuto aspetto a buccia
d'arancia. Oltre a predisposizioni genetiche la comparsa della cellulite può
essere accentuata da diversi fattori, quali cattive abitudini alimentari,
mancanza di attività fisica....
Nel decorso della cellulite si susseguono varie fasi: nel primo e nel secondo
stadio negli spazi tra una cellula adiposa ed un’altra inizia a formarsi un
eccesso di liquidi che gradatamente andrà a comprimere le più vicine strutture
vasculo-linfatiche; nel terzo e quarto stadio si ha la formazione del tessuto
connettivo intorno alla cellula adiposa che porterà alla formazione di
micronoduli e macronoduli. E’ evidente che più precoce sarà l’intervento
migliori saranno i risultati.
Conoscerla bene per
poterla combattere: le cause. La prima causa della cellulite è la
predisposizione costituzionale. Diversi fattori concorrono a “depositare”
cellulite nei punti incriminati: predisposizione genetica, disturbi ormonali,
stress e cattive abitudini, fare poco movimento, portare tacchi troppo alti,
tenere le gambe a lungo accavallate, alimentazione scorretta. Tutti questi
fattori bloccano o rallentano la circolazione.
Alimentazione e regolare attività fisica costituiscono gli elementi fondamentali
nella prevenzione e nel trattamento della cellulite.
Per favorire la microcircolazione bastano dieci minuti di attività sportiva
quotidiana piuttosto che ore di esercitazioni saltuarie. E’ utile il nuoto, la
bicicletta, lo stretching o semplici camminate… sono controindicati i passi
sfrenati di danza, che tendono ad appesantire il lavoro delle gambe.
La
dieta essere ricca di pesce, frutta e verdura fresca, alimenti che contengono la
rutina, che mantiene le vene elastiche come agrumi, mirtilli e grano saraceno.
In aggiunta l'utilizzo di
prodotti specifici per il drenaggio dei liquidi e per l'aumento della
lipolisi possono dare un aiuto al problema.
Data di pubblicazione: 29/03/2007
Bibliografia:
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