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Come comportarsi in caso di eczema, arrossameno e prurito dovuta all'eccessiva secchezza della pelle.
La dermatite atopica è una malattia
infiammatoria cronica che si presenta con lesioni cutanee associate a prurito e
predispone il paziente a lesioni secondarie da sfregamento e infezione. Può
presentarsi a qualunque età ma è considerata la più comune dermatite di
interesse pediatrico. Può iniziare dal secondo al quarto mese di vita. In un 20%
dei casi esordisce nell'adolescenza o, addirittura, nell'età adulta. La durata è
imprevedibile: da qualche mese ad alcuni anni, fino a persistere per l'intero
arco della vita. Dopo un'apparente guarigione clinica si possono verificare
riacutizzazioni.
La
causa non è del tutto chiara, nel 50-80% dei casi si sviluppa in soggetti con
predisposizione genetica nei confronti dei comuni allergeni. I pazienti mostrano
un'elevata sensibilizzazione ad antigeni inalati (acari della polvere) e ad
antigeni alimentari (uova, latte, frumento, pesce). Mostrano inoltre difficoltà
a gestire certe sostanze come additivi e conservanti, per i quali mostrano
intolleranze. Molti dati clinici danno supporto poi alla teoria che la dermatite
atopica sia legata a fattori di stress psicologico ed emotivo. E' spesso
associata ad altre manifestazioni allergiche come asma, rinite, congiuntivite,
orticaria, abnormi reazioni a punture d'insetto o ad allergie da farmaci.
La dermatite atopica si presenta con un aspetto diverso a seconda
dell'età; nel neonato si formano delle chiazze eritematose con vescicole, è
caratteristica la maschera del viso con coinvolgimento della fronte, delle
guance e, talvolta, del mento. L'eczema si presenta nel bambino con un forte
prurito, vescicole che evolvono in squame. Successivamente si ha la riparazione
cutanea. La sintomatologia persiste con fasi di remissione e di riacutizzazione
per un tempo variabile da giorni a settimane. Lo stato generale del bambino non
è compromesso, ma il forte prurito lo rende irrequieto ed insonne. Nell'adulto
l'eritema si presenta con desquamazione cutanea, placche spesso ricoperte da
croste molto pruriginose localizzate prevalentemente a livello delle palpebre,
nelle zone periorali e labiali. Altre sedi colpite possono essere pieghe del
gomito, dorso delle mani e dei piedi e zona auricolare.
L'andamento della patologia è cronico e fluttuante, talora
con periodi di remissione nei mesi estivi e riacutizzazione nella stagione
invernale. Alla pubertà la malattia tende alla guarigione spontaneamente nel 40%
dei casi e, in un ulteriore 50% si attenua. Prognosi peggiore si ha per i casi
di dermatosi grave ed estesa nell'infanzia con storia familiare di dermatite
atopica ad esordio precoce. Il fatto che la dermatite atopica possa sparire con
l'età non ci deve far dimenticare che i soggetti mantengono comunque una pelle
particolarmente reattiva, e spesso sviluppano fenomeni asmatici, di rinite
allergica o di allergie in genere, aggravate dalla dieta e dalle situazioni
stressanti.
La cute del bambino atopico e' iperreattiva, quindi facilmente irritabile, e
cio' anche per la sua particolare secchezza. Per questa ragione, ma a torto e
per troppi anni, e' stato detto che la cute del bambino atopico andava lavata il
meno possibile, per evitare qualunque tipo di irritazione. Cio' naturalmente non
e' vero e non solo per motivi igienici, in quanto un rallentamento nella
frequenza dei lavaggi potrebbe far aumentare la carica microbica presente e
quindi favorire le infezioni, ma tenendo presente la xerosi cutanea, e' ovvio
che occorre detergere e idratare con regolarita' la cute del paziente atopico,
altrimenti ci si vedrebbe costretti a praticare terapie antisettiche ed
antibiotiche sia per uso topico che per via generale. Per tutto cio' risulta
evidente che il bambino atopico va lavato e va idratato il piu' possibile anche
se, naturalmente, non in modo eccessivo; per una corretta detersione della cute
del neonato e del lattante, oltre che del bambino atopico, è preferibile
lavare con acqua contenente olii da bagno (ad esempio
Babygella Olio bagno,
Exomega bagno trattante,
Canova Coral bagno oleato, etc.).
Il trattamento classico comprende l'eliminazione dei fattori
predisponenti e soprattutto l'utilizzo quotidiano di emollienti e
applicazioni cortisoniche locali (nei casi più gravi e sempre sotto consiglio
del pediatra), a bassa potenza per la terapia di mantenimento e ad alta potenza
per le esacerbazioni. L'uso di antistaminici per il controllo del prurito e il
trattamento antibiotico a breve termine è indicato in caso di infezioni
batteriche. Nei casi più gravi si può ricorrere a farmaci immunosoppressori per
uso sistemico (ciclosporina). La terapia tende a controllare da una parte la
funzionalità della barriera epidermica e dall'altro le alterazioni a carico del
sistema immunitario.
Data di pubblicazione: 13/03/2007
Bibliografia:
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