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Stipsi, scarsa assunzione di fibre con l'alimentazione ... possono essere causa di ulcerazioni e lacerazioni della regione anale...
La ragade si riferisce in termini generali ad uno squarcio, strappo o ulcerazione lineare della cute. Tali lesioni ulcerative sono tipiche degli angoli della bocca, della regione anale e di tutte le regioni con cute tesa e soggetta a continui movimenti. In particolar modo la ragade anale è una condizione che
si presenta come una ferita che si localizza fra l'interno e l'esterno del canale anale. Chi ne soffre è soggetto a fastidio e prurito, sanguinamento, generalmente modesto e limitato alla striatura della carta igienica. Il dolore che caratterizza la patologia è vivo, inizia con la defecazione, può attenuarsi per qualche minuto per poi ricomparire ancora più
intenso e protrarsi anche per ore. La stipsi è generalmente sempre stata associata alla presenza delle ragadi inoltre, il dolore durante la defecazione, inibisce psicologicamente il paziente a liberarsi; si genera una stipsi intenzionale. L'approccio del problema prevede una serie di misure che vanno da correzioni delle abitudini
alimentari fino a trattamenti chirurgici. Piccole variazioni della dieta possono alleviare uno dei fattori scatenanti. Un'alimentazione povera o carente di liquidi e di fibre (almeno 30g al giorno) può portare alla stitichezza. L'acqua è indispensabile per mantenere le feci morbide e favorire l'evacuazione e aumenta anche l'efficacia delle fibre. Numerose
ricerche hanno dimostrato i benefici di una dieta ricca di fibre nella prevenzione e cura della stipsi, quindi aumentare il consumo di frutta e verdure, legumi, cereali integrali, semi e frutta secca. Una dieta ricca di fibra alimentare aumenta la frequenza e la quantità delle defecazioni, riduce il tempo di transito delle feci, limita l'assorbimento di
tossine dalle feci e pare che sia un fattore di prevenzione nei confronti di molte malattie.
Particolarmente utili sono gli alimenti che contengono cellulosa (cereali, frutta, verdura e semi) in quanto aumentano la massa fecale. La crusca è la forma più concentrata di fibra di cellulosa. Più la dieta sarà ricca di fibre maggiore e più morbida sarà la quantità di feci. Nei vari pasti della giornata ci si può orientare su fette biscottate, biscotti
o altri prodotti integrali. Se il latte non è tollerato e determina gonfiore o dolore addominale lo si può sostituire con quello a basso contenuto di lattosio. Anche altre norme igienico-sanitarie possono alleviare la sintomatologia soprattutto nella fase acuta: importante è usare preparati per l'igiene intima che non siano irritanti, usare acqua e non
carta igienica e cercare di asciugarsi con tessuti morbidi che non aggrediscono ulteriormente la cute irritata.
La terapia farmacologica prevede l'uso di applicazione locale di preparati in crema contenenti anestetici o cortisonici: tali prodotti applicati più volte al giorno possono alleviare i sintomi ma, sicuramente hanno un'efficacia limitata. Un approccio interessante può essere l'applicazione di unguenti a base di nitroglicerina: lo scopo della terapia è
favorire il rilassamento della muscolatura anale attraverso la liberazione di sostanze che fisiologicamente agiscono come miorilassanti. E' possibile preparare in farmacia unguenti con concentrazioni di nitroglicerina allo 0.2%, 0.3% e 0.4%; le applicazioni vanno eseguite 2-3 volte al giorno per oltre 6 mesi di terapia. Di sicura
efficacia e, spesso unica valida alternativa nelle forme croniche persistenti è l'approccio chirurgico. Si chiama, in termine medico, sfinterectomia anale. Si tratta di un intervento che può essere eseguito anche in anestesia locale che porta ad una scomparsa della sintomatologia dolorosa nell'arco di qualche giorno. La guarigione completa della
ragade si ha nel giro di 4-6 settimane. Il dolore provocato dall'intervento chirurgico è nettamente inferiore a quello provato dal paziente a causa della ragade. La tecnica chirurgica prevede un approccio diverso a seconda della lesione. Se la ragade è superfiale l'intervento si limita ad una causticazione, cioè alla distruzione superficiale
dei tessuti e successivo tamponamento. Nel caso di ragade profonda la sfinterectomia consiste nella "lacerazione" del tessuto muscolare intorno all'ano con lo scopo di ridurre la tensione muscolare associata alla formazione della ragade. La ferita viene saturata con materiale riassorbibile. La compromissione dello sfintere anale non comporta nella maggior
parte dei casi effetti secondari, solo raramente può comparire una difficoltà a mantenere volontariamente le feci e i gas intestinali. Tale condizione è comunque di modesta entità e solo transitoria. L'approccio chirurgico offre circa il 90% di possibilità di guarigione con una bassa frequenza di recidive. Bibliografia:
www.digilander.libero.it
www.occhioclinico.it
www.ucpclub.org
www.simg.it
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