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corrette abitudini alimentari per curare l'intolleranza al glutine.
La celiachia, denominata anche enteropatia glutine-sensibile, è una complessa condizione dovuta ad intolleranza permanente alle proteine contenute nel glutine di alcuni cereali. Il glutine, che è un importante componente del geme di
frumento, è composto da gliadine e gluteninte. Solo la gliadina ha dimostrato di attivare il morbo celiaco. La gliadina costituisce parte delle proteine necessarie al vegetale per la sua crescita ed inoltre viene sfruttata dall'uomo per le proprietà collanti che permettono la panificazione. I cereali in causa sono il frumento, la segale, l'orzo, l'avena.
L'intestino è la sede principale dei danni indotti dal glutine, ma altri organi possono essere interessati in misura variabile da caso a caso. Si tratta di una condizione piuttosto frequente: la stima in Italia è di un malato ogni circa 300 soggetti in età pediatrica. In realtà, accanto a soggetti con manifestazioni visibili della malattia ve ne sono molti
altri che sono affetti dalla malattia in maniera silente o nascosta. Il glutine, o meglio alcune frazioni proteiche della gliadina, che è componente fondamentale del glutine, esercita un'azione tossica sulla mucosa intestinale ed eventualmente su altri organi o tessuti di soggetti geneticamente
predisposti.
L'azione tossica della gliadina si esplica attraverso meccanismi immunologici: vi è in sostanza, nei soggetti predisposti una produzione di anticorpi specifici e di sostanze lesive prodotte dalle cellule dell'immunità verso la mucosa intestinale. Si tratterebbe cioè di una risposta immunitaria alla gliadina che, anziché orientata alle difese, esplica un
effetto autolesivo. Una tale reazione porta a distruzione cellulare della mucosa intestinale che risulta così appiattita ed incapace di assorbire correttamente gli alimenti digeriti. La celiachia si manifesta prevalentemente nei primi due anni di vita ed abitualmente nel secondo semestre, in genere
qualche tempo dopo l'inizio della somministrazione di cibi contenti glutine (farine e biscotti a base di frumento, orzo, pastine...). Può iniziare peraltro anche più tardivamente, specie se vi è stato un ritardo nella somministrazione di farine, ed anche in età adulta specie nella terza decade di vita. le ricerche degli ultimi anni hanno indicato
chiaramente che l'allattamento al seno, e la somministrazione tardiva di latte di mucca e di cereali, possono ridurre in modo rilevante il rischio di morbo celiaco.
Vi sono espressioni più o meno gravi della malattia; i sintomi più comuni della malattia sono: diarrea cronica con feci abbondanti, gonfiore addominale evidente, perdita di appetito, vomito, alterazione del comportamento con irritabilità o apatia, arresto della crescita o perdita di peso, muscolatura sottile ipotonica.
Se la diagnosi e la cura sono tardive si manifestano stati di carenza nutritiva importanti, con anemia, difetti vitaminici, scarsità di proteine nel sangue. scarsità di grassi, di calcio, di ferro e di altre sostanze ancora. Per capire ancor meglio la patologia occorre approfondire le conoscenze in
merito alla struttura e alle funzioni dell'intestino in modo da poter comprendere le sua alterazioni nella celiachia. La digestione dei cibi comincia a livello della bocca e finisce con l'espulsione delle feci nell'ano. Durante la digestione le sostanze nutritive, attraverso processi meccanici e chimici, subiscono trasformazioni atte a rendere tali
sostanze assorbibili nel circolo sanguigno. L'assorbimento avviene attraverso la superficie che riveste l'intestino detta "mucosa intestinale", alla base della quale circolano i piccoli vasi sanguigni e linfatici. Un normale assorbimento richiede una perfetta integrità della mucosa. Una mucosa integra è caratterizzata dalla presenza di protuberanze
microscopiche, denominate villi intestinali, che rendono molto estesa la superficie di assorbimento e permettono uno stretto contato con il cibo digerito con le cellule deputate all'assorbimento. Queste cellule hanno il compito di assorbire sostanze digerite per assicurare una crescita normale ed un normale equilibrio di salute.
Nella celiachia i villi intestinali e le loro cellule assorbenti vengono danneggiati e distrutti ad opera delle reazioni immuni scatenate dal glutine. Ciò si esplica a livello funzionale con una mancanza di superficie assorbente e pertanto essa comporta un difetto più o meno grave di trasferimento dei cibi digeriti
dall'intestino al sangue. Le sostanze non assorbite vengono eliminate dall'intestino aumentando così il numero ed il volume delle evacuazioni che assumono consistenza molla e pastosa. Data di pubblicazione: 16/05/2003
Bibliografia:
Murray "Il potere curativo dei cibi" Red edizioni
Speciani-Gianfranceschi-Fasani "Le ipersensibilità alimentari" Ed Tecniche Nuove
La celiachia nel bambino e nell'adolescente SCHAR
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