Spesso viene messa in discussione la sicurezza è l'innocuità dei vaccini. E' opportuno ricordare che i vaccini sono comunque dei farmaci e come tali sottoposti prima dell'autorizzazione all'uso nell'uomo ad una lunga serie di
sperimentazioni e di controllo per determinarne non solo l'efficacia, cioè la capacità di determinare una risposta immunitaria protettiva, ma anche la sicurezza e l'innocuità.
Esistono norme e criteri internazionali che regolamentano la produzione dei vaccini. I vaccini contengono oltre agli antigeni (batteri e virus attenuati o uccisi o altri componenti verso cui si vuole indurre la risposta immunitaria) anche sostanze aggiunte per migliorare la stabilità e la conservazione o sostanze, dette adiuvanti, per migliorare la risposta
immunitaria. Negli ultimi tempi sono state espresse preoccupazioni circa il fatto che alcune sostanze aggiuntive ai vaccini potessero essere responsabili a lungo termine di effetti dannosi sull'organismo.
La buona pratica vaccinale comprende anche la valutazione dello stato di salute della persona da
vaccinare per escludere la presenza di eventuali controindicazioni. Le controindicazioni più comuni sono rappresentate da malattie febbrili invernali oppure da allergie alle proteine delle uova o ad altri componenti dei vaccini.
Altre controindicazioni, ma si tratta di condizioni di gran lunga meno frequenti sono rappresentati da stati di alterazione del sistema immunitario ad esempio HIV o tumori, o trattamento a farmaci immunosoppressori.
Come tutti i farmaci anche i vaccini possono causare effetti collaterali, ma sono
nella maggior parte dei casi sono di lieve entità e transitori. Consistono ad esempio in lieve rialzo febbrile, reazione infiammatoria nel punto di inoculo. Eventi avversi più seri (convulsioni, shock anafilattico, encefalite) si manifestano solo più raramente si parla ad esempio, di un caso ogni migliaia o milioni di dosi somministrate.
Le segnalazioni di eventi avversi in seguito alla somministrazione di vaccini sono generalmente reazioni locali che comprendono prurito e dolore locale, formicolio, indurimento o gonfiore nel punto di iniezione. Possono comparire febbre irritabilità, sonnolenza, perdita di appetito, insonnia, diarrea, vomito. Nella maggior parte dei casi si tratta di
episodi di lieve entità la cui durata è stata generalmente sino a 72 ore dalla vaccinazione e che si sono risolti spontaneamente.
Dato che è sempre necessario un giusto equilibrio tra rischio e beneficio, se le vaccinazioni non portassero alcun tipo di beneficio, sia su un piano individuale che sul
piano collettivo, anche un solo evento avverso grave sarebbe inaccettabile. Ma le vaccinazioni hanno consentito di salvare milioni di vite e prevenire innumerevoli casi di malattie e di complicazioni che possono essere fortemente invalidanti.
Considerazioni scientifiche ed etiche impongono di continuare l'attuazione dei programmi di vaccinazione di massa in forme e modalità adeguate alla situazione epidemiologia e socio-sanitaria di ogni paese. In Italia sotto l'aspetto legale esiste
un doppio regime riguardo alle vaccinazioni. Alcune sono infatti obbligatorie per tutti i nuovi nati (Difterite, Tetano, Poliomelite, EpatiteB), mentre altre sono raccomandate (Pertosse, Morbillo, Rosolia, Parotite, Haemophilus Influenzae). L'uso dei vaccini e delle buone condizioni igieniche di base rappresentano le nostre prime linee di difesa da
malattie potenzialmente pericolose; senza la diffusione dei vaccini, e a causa delle malattie infettive. aumenterebbero di gran lunga i decessi infantili, e moltissime persone vivrebbero con effetti collaterali cronici e gravissimi.
Data di pubblicazione: 31/05/03
Bibliografia:
Manuale pratico del farmacista 2002-2003 MEDITOr
Da Punto Effe 03/01 "Uno per sei. Anche in Italia il primo vaccino esavalente liquido pronto per l'uso "
www.farmacovigilanza.org "Concentrazioni di mercurio e metabolismo nei bambini che ricevono vaccini contenenti tiomersale: uno studio descrittivo"
www.ministerosalute.it "Sicurezza delle vaccinazioni nei bambini"