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Le più comuni infezioni della mucosa vaginale.
Uno dei motivi più frequenti di consultazione ginecologica è costituita dal prurito vulvare; svariate sono le cause che possono determinarlo: deodoranti spray, disinfettanti spermicidi, biancheria intima in fibra sintetica o colorata, biancheria mal sciacquata,
creme medicamentose, assorbenti e proteggi slip in cellulosa, cosmetici vari. Da ciò ne derivano forme di vulviti da grattamento che contribuiscono a mantenere la catena patogenetica da cui nasce il prurito stesso. Queste forme possono , poi, essere complicate da infezioni microbiche vaginali. Sono da considerare condizioni predisponenti la
gravidanza, l'immunodepressione, il diabete le terapie a base di antibiotici e l'abitudine di indossare abiti aderenti e tessuti non traspiranti che favoriscono il formarsi di un micro-clima caldo umido, ideale per la proliferazione e la penetrazione dei microrganismi. Le infezioni vulvovaginali interessano principalmente la mucosa vaginale.
La
vaginosi batterica rappresenta il 60% di tutte le infezioni vulvo vaginali: il sintomo più comune è costituito dalle perdite maleodoranti ma sono frequenti anche prurito e irritazione. Sono rari, invece, gonfiore e arrossamento della mucosa vaginale. L'approccio terapeutico prevede un trattamento orale con metronidazolo
(Flagyl) 250mg tre volte al dì o 500mg due volte al dì per 7 giorni. Un trattamento di questo tipo può comportare disturbi gastro-intestinali, anoressia, nausea, secchezza della bocca, sapore metallico, glossiti ,
stomatiti , cefalea,
eruzioni cutanee, vertigini, depressioni, insonnia, congestione nasale. Qualora, durante il trattamento, compaiono sintomi neurologici è opportuno interrompere prontamente il trattamento. Rimedi di valida efficacia ma, con minori effetti collaterali, sono rappresentati dal gel vaginale di metronidazolo allo 0.75% (applicato giornalmente per 5
giorni) e dalla crema vaginale di clindamicina al 2% (applicata giornalmente per 7 giorni). Attenzione! Le donne che usano la crema alla clindamicina non possono usare i prodotti di lattice (profilattici o diaframma) per la contraccezione perché il farmaco indebolisce il lattice e aumentano le probabilità di una gravidanza.
Le vaginiti da Candida rappresentano la maggior parte delle infezioni vaginali sostenute da funghi. Le infezioni da Candida sono più comuni tra le donne affette da diabete, che hanno usato recentemente un antibiotico, che usano regolarmente corticostiroidi o che sono immunodeficienti. I sintomi della vaginite includono il prurito vaginale (che peggiora di notte),
bruciore o irritazione (che possono peggiorare con i rapporti sessuali) e perdita biancastra vaginale. I sintomi aumentano nella settimana che precede le mestruazioni e sono frequenti gonfiore e eritema. Durante la visita, sulla mucosa, rossa e secca, si osserva la presenza di uno strato bianco e spesso. Lo schema terapeutico per la vaginite da Candida prevede un trattamento orale con fluconazolo (Diflucan) 150mg in una dose
singola o, itraconazolo (Sporanox, Triasporin) 200mg 1 volta al giorno per 3 giorni oppure 2 volte al giorno per 1 giorno. Il trattamento topico prevede: clotrimazolo (GynoCanesten) crema all'1% per applicazioni vaginali per 7-14 giorni oppure tavolette vaginali da 100mg/die per 7 giorni;
miconazolo (Micotef, Daktarin) crema al 2% per 7 giorni oppure ovuli vaginali da 100mg/die per 7 giorni; tioconazolo (Trosyd) crema al 2% per 3 giorni. La vaginite da Trichomonas rappresenta circa il 5-10% delle infezioni vaginali;
negli adulti la trasmissione avviene esclusivamente mediante contatto sessuale. Il 50% delle donne che ospitano l'organismo è asintomatica. I sintomi più comuni sono: abbondante secrezione vaginale giallastra di odore nauseabondo, disuria
e dispareunia ,
eritema vaginale. La paziente lamente bruciori vulvo-vaginali. I sintomi compaiono spesso dopo le mestruazioni. Il trattamento prevede la somministrazione orale di metronidazolo 500mg due volte al giorno per 7 giorni. Il partner sessuale, anche se asintomatico, deve essere trattato contemporaneamente al soggetto infetto. Fino al termine del trattamento ci si deve astenere
dai rapporti sessuali.
Vaginiti da Chlamydia trachomatis: malattia a trasmissione sessuale responsabile di numerosi casi di sterilità e d'infezione neonatale con complicazioni oculari e polmonari. L'infezione si presenta, generalmente asintomatica, possono comparire sanguinamenti intermestruali o postcoitali.
Vaginiti da Gardnerella vaginalis: infezione che si presenta con leucorrea grigiastra, scarsamente abbondante, adesiva e soprattutto maleodorante con caratteristico odore di pesce.
Data di pubblicazione: 08/01/03 Bibliografia:
- “Efficacia dell’uso di proteggislip ipoallergenici nella prevenzione e nella risoluzione della patologia irritativa vulvare” Scheda tecnica Lady Presteril
- Da Tema farmacia “I preparati per l’igiene femminile"
- Manuale Merk di diagnosi e terapia. III Ed. Italiana
- Omeopatia in ginecologia Ed. Tecniche nuove
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