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abbronzatura artificiale senza l'uso delle lampade.
Scoperti all’inizio degli anni Ottanta da modelle e attori statunitensi, gli autoabbronzanti sono diventati ormai un fenomeno di massa diffuso
anche tra gli italiani. Originariamente presentavano una serie d’inconvenienti come quello di macchiare i vestiti, procurare un’abbronzatura giallognola e a chiazze. L’azione di questi prodotti, era data da sostanze capaci di provocare, al pari dei raggi UVB, un’iperattivazione della sintesi di melanina a livello cutaneo. Gli attuali autoabbronzanti si
basano, invece, su un processo di vera colorazione della cute, tanto che l’abbronzatura da loro procurata può essere considerata una “falsa abbronzatura” derivante dalla reazione chimica tra alcuni aminoacidi presenti nelle cellule dello strato corneo dell’epidermide e le sostanze attive contenute nei prodotti autoabbronzanti. Luminosa, dorata, ambrata:
ciascuno può scegliere il tipo d’abbronzatura preferita. In aggiunta, i nuovi prodotti sono arricchiti di sostanze idratanti e anti-età e garantiscono un colorito uniforme. Ma come agisce un autoabbronzante? Il più importante elemento in questo momento impiegato è il diidrossiacetone (DHA), uno zucchero privo di tossicità che, interagendo con proteine
dello strato corneo della pelle, forma composti colorati che permangono fino al rinnovamento dell’epidermide. L’effetto appare dopo circa 2 ore dall’applicazione e dura per circa cinque giorni. Negli ultimi anni la vendita degli autoabbronzanti è notevolmente aumentata: numerosi, infatti, sono gli amanti di un’abbronzatura duratura anche d’inverno. Sono
altresì utilizzati anche per correggere alcuni problemi causati da alcuni inestetismi cutanei come la vitiligine o la psoriasi. Come applicare l’autoabbronzante:
Applicare l’autoabbronzante sulla pelle ben detersa, esfoliata (per avere un effetto migliore) ed idratata.
Spalmarlo a piccole dosi coprendo tutte zone interessate.
Evitare le zone delle sopracciglia e le radici dei capelli.
Per non avere una colorazione eccessiva delle mani, lavarle immediatamente dopo l’applicazione del prodotto.
Ripetere il trattamento prima che l’effetto svanisca, in questo modo si ha un risultato ancora più apprezzabile
Un problema che interessa gli autoabbronzanti è la mancanza di protezione solare. Va ricordato che quella ottenuta è una falsa abbronzatura, che non coinvolge produzione di melanina e perciò non prepara la pelle a esposizioni solari. Di solito conviene spalmare l’autoabbronzante, aspettare il
tempo che avvenga la colorazione e applicare il filtro solare. Numerosi sono, in ogni caso, i passi compiuti nella terapia cosmetica per avere autoabbronzanti sicuri ed efficaci sfatando le vecchie convinzioni di prodotti “pericolosi”. Data di pubblicazione: 17/11/2004
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