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leucina, valina, isoleucina servono per accrescere la massa mucolare. (Articolo da revisionare)
Gli aminoacidi sono i mattoni che formano le proteine. Se paragonate la proteina ad una lunga catena, allora le singole maglie che compongono la catena potete paragonarle agli aminoacidi. Tra tutti gli aminoacidi ne esistono 3 i cui nomi sono: Leucina, Isoleucina e Valina, che hanno struttura a catena ramificata utilizzati in larga misura nello sport. Vengono considerati aminoacidi essenziali, cioè non possono venire sintetizzati dall’organismo e sono i soli che vengono metabolizzati a livello muscolare favorendone la sintesi proteica, accrescendo la massa muscolare e un più facile recupero dopo lo sforzo fisico. Inoltre svolgono una funzione stimolante, antagonizzando la formazione del neurotrasmettitore serotonina a livello cerebrale, ritardando così la comparsa del senso di fatica. Ma come funzionano? Durante l’attività sportiva, il corpo scompone una parte dei muscoli per procurarsi gli aminoacidi ramificati perché gli sono necessari al fine di procurarsi energia. Questa disgregazione è negativa e nemica dei risultati. Presi prima dell’allenamento, gli aminoacidi ramificati impediscono questo catabolismo muscolare, ritardano inoltre la formazione di acido lattico impedendo la comparsa di crampi e mantengono costante la glicemia consentendo di avere energia più a lungo. Presi dopo l’allenamento divengono muscolo stesso in quanto non vengono intercettati dal fegato, ma vanno nei muscoli favorendone il potenziamento, inoltre, accelerano grandemente i processi di recupero dopo l’attività sportiva. Gli aminoacidi ramificati si trovano nelle bistecche, nel latte, in tutti i cibi. Non sarebbe possibile ottenere tutti questi aminoacidi mangiando di più? Che bisogno c’è di assumerli come integratore? La risposta è semplice: perché per assumere adeguati dosi di aminoacidi ramificati attraverso l’alimentazione bisognerebbe mangiare quantità elevate di cibo, ingerendo così anche migliaia di calorie non desiderate. Vale quindi la pena di mangiare in modo sano ed equilibrato, affiancando alla dieta un integratore di aminoacidi ramificati. La dieta adatta a mettere nelle migliori condizioni di rendimento e di salute chi pratica uno sport a fini ricreativi (ma gli stessi concetti valgono in sostanza anche per l'atleta agonista) è simile a quella indicata per il non-sportivo: una dieta nutrizionalmente equilibrata che fornisca le quantità appropriate di acqua, calorie, proteine, grassi, carboidrati vitamine e minerali. Non esistono, insomma, sostanziali differenze fra l'alimentazione indicata per gli atleti e quella data a chi atleta non è. In sostanza, lo sportivo va semplicemente considerato, dal punto di vista dell'energia, come un soggetto sano che svolge una certa attività fisica di elevata intensità e/o di lunga durata, e che, di conseguenza, per quanto riguarda la voce «uscite» del proprio bilancio energetico, è caratterizzato da necessità caloriche superiori a quelle normali che possono essere compensate anche con integratori di questo tipo. Gli aminoacidi ramificati, in polvere o in capsule, devono essere ingeriti con acqua o meglio succo di frutta diluito, mai con il latte o altre bevande proteiche che ne rallentano l’assorbimento. Attenzione all’uso inappropriato: purtroppo molti atleti abusano degli aminoacidi ramificati nella convinzione che "male non fanno". In realtà non è così poiché alte dosi possono alzare notevolmente l'azotemia con conseguente sovraccarico renale. Le preparazioni contenenti aminoacidi ramificati non sono considerate sostanze dopanti ma il Ministero della sanità avverte che devono essere presenti in idonee proporzioni tra loro. Vanno specificate le indicazioni d’uso del prodotto. Le quantità di aminoacidi apportate devono essere tali da consentire una assunzione giornaliera frazionata e tener conto delle altre fonti proteiche assunte con la dieta. Avvertenze: in caso di uso prolungato (oltre le 6-8 settimane ) è necessario il parere del medico. L’uso è controindicato nei casi di patologia renale, epatica, in gravidanza e al di sotto dei 12 anni. Oggi questi integratori sono tanto di moda; essi sono certamente utili in casi particolari, superflui però in soggetti non in fase di allenamento con richiesta di muscolarizzazione, tardivi e quindi inutili durante le gare e soprattutto privi di effetto in assenza di adeguato allenamento e preparazione atletica. Sarebbe come avere in magazzino tanti mattoni senza né un progetto né gli operai per costruire l’edificio: si tratterebbe solo di un inutile ingombro.
Data di pubblicazione: 07/02/2005
Bibliografia:
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A. Fornaro, Doping e farmacia art de Il Nuovo Collegamento, ottobre 2001
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sito ministerosalute.it-Linee guida alimenti sportivi
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