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i mali di stagione sono uguali per tutti?
Con l'arrivo dell'autunno ogni anno dobbiamo
cominciare a pensare alle malattie da raffreddamento e all'influenza. Per gli
adulti sani è ormai un appuntamento annuale non preoccupante... ma un'influenza è davvero
così innocua? Se per molti il virus dell'influenza non rappresenta nessun
pericolo, per qualcun altro può avere gravi conseguenze. Tra le categorie a
rischio vi sono le persone over 65 ma soprattutto coloro che soffrono di
malattie cardiache, respiratorie croniche, del metabolismo o di
immunodeficienza. Pertanto affinché le persone a rischio siano adeguatamente
protette non devono farsi vaccinare solo loro stesse ma anche tutte le persone a
stretto contatto con esse. In queste persone il tasso di ospedalizzazione e il
rischio di complicazioni è da 2 a 5 volte più elevato che nelle persone sane.
L'insorgere di complicazioni può significare di fatto, soprattutto per le
persone più anziane, la perdita di autonomia. Le complicazioni più frequenti
sono: sinusite, otite media, bronchite, polmonite, laringite stridula; ma
possono anche verificarsi anche altre affezioni letali come: pleurite, miosite,
miocardite o pericardite seguita da cardiomiopatia dilatativa infarto del
miocardio o shock tossico. La meningite, l'encefalite, le mielite e la sindrome
di Guillane-Bairrè sono altre complicazioni possibili. Le complicanze
gastrointestinali come l'appendicite o la colecistite, sono più rare e insorgono
con lunga latenza probabilmente come conseguenza di una deficienza immunitaria
dovuta all'influenza.
Secondo una revisione di studi clinici condotta da ricercatori londinesi, un
episodio di influenza stagionale in un cardiopatico può rappresentare il fattore
precipitante verso l'infarto del miocardio o la morte cardiaca. Nella revisione
sono stati selezionati 42 studi clinici relativi a casi di influenza ed
eventi cardiovascolari maggiori con valutazione degli effetti della protezione
del vaccino, Gli studi seppur condotti con metodi e contesti molto differenti
hanno mostrato una associazione netta tra insorgenza di influenza e di infarto
del miocardio. I dati ricavati dallo studio sostengono la pratica del vaccino
antinfluenzale nei cardiopatici in quanto categoria di pazienti a rischio
in cui il ricorso all'immunizzazione contro il virus stagionale non è sempre
attuato. L'indicazione a vaccinare i soggetti senza accertata malattia
cardiovascolare per prevenire malattie cardiovascolari e per prevenire le complicanze
cardiache post influenzali è invece discutibile o almeno richiede l'effettuazione di ulteriori studi.
La vaccinazione contro l'influenza riduce il rischio di contrarre l'influenza in
tutti i gruppi di età, ma non lo esclude del tutto. L'efficacia della
vaccinazione dipende in primo luogo dall'età e dallo stato immunitario del
soggetto vaccinato come pure dalla concordanza tra gli antigeni vaccinali e i
virus circolanti.
Data di pubblicazione: 17/06/2010
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