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efedrina ad antiasmatici sotto l'occhio del ciclone!
Recentemente l'Agenzia Italiana
del Farmaco (AIFA) ha diramato un'importante associazione tra l'assunzione di
efedrina e l'ischemia miocardica con l'uso di farmaci simpatico mimetici (beta-2
agonisti). I pazienti con grave patologia cardiaca (ad esempio:
cardiopatia ischemica, aritmia o grave insufficienza cardiaca) trattati con beta
agonisti a breve durata d'azione devono essere informati di rivolgersi al medico
qualora manifestino dolore toracico o sintomi di peggioramento della patologia
cardiaca. Deve essere posta attenzione nella valutazione dei sintomi come
dispnea e dolore toracico poiché questi sintomi possono avere un'origine sia
respiratoria che cardiaca.
In effetti già in passato ci sono state diverse segnalazioni in merito ai vari
farmaci simpaticomimetici (beta-2agonisti) a breve durata d'azione risalgono a maggio
2007 da dati provenienti dagli studi clinici e da segnalazioni spontanee in
merito all'associazione tra salbutamolo (Broncovaleas, Ventolin) e ischemia miocardica.
Anche successivamente dopo due anni, nel 2009, sono stati segnalati anche se
rari alcuni casi di ischemia miocardica in associazione all'impiego di beta
agonisti. Tale classe di farmaci può aggravare o slatentizzare pre-esistenti
fattori di rischio per la cardiopatia ischemica.
Nei pazienti asmatici i beta-2stimolanti a brave durata d'azione vengono
impiegati soprattutto per il trattamento estemporaneo dell'attacco
broncospastico acuto. Per la terapia di fondo sono preferiti i beta-2
stimolanti ad azione prolungata (formoterolo, salmeterolo).
Già sono ampiamente note delle situazioni cliniche che richiedono particolari
cautele nell'utilizzo dei beta-2 stimolanti a breve durata d'azione:
-
tireotossicosi e disturbi del
ritmo cardiaco e dell'eccitabilità: pericolo di scatenamento o di peggioramento
di aritmie cardiache
-
cardiopatia ischemica:
possibile precipitazione di ischemia miocardica da aumentato cronotropismo,
palpitazioni (1-4%), tachicardia (1-3%)
-
possibile peggioramento di uno
scompenso cardiaco preesistente
-
ipertensione arteriosa grave
non controllata dalla terapia farmacologica: rischio di crisi ipertensiva
-
intervallo QT superiore a
550sec per cause costituzionali/congenite o farmacologiche: possibile aumento
della frequenza di aritmie ventricolari (soprattutto tachicardia tipo torsione
di punta), specialmente nei trattamenti a dosi elevate (indipendentemente dalla
via di somministrazione)
In più recentemente ulteriori
segnalazioni provengono sull'associazione tra ischemia cardiaca e prodotti a
base di efedrina cloridrato o base usati come spray, gocce ed unguento
nasali usati per il trattamento della congestione nasale. In effetti sia
dalla letteratura scientifica che dalla segnalazione spontanea non sono emerse
evidenze di ischemie miocardiche in pazienti trattati con efedrina cloridrato o
efedrina (Deltarinolo, Argotone, Rinovit) base decongestionante nasale. Tuttavia
in base alle revisioni dei dati non si possono escludere effetti sistemici anche
dopo somministrazione topica di efedrina come di atri beta agonisti a breve
durata d'azione che possono aggravare o slatentizzare precedenti fattori di
rischio per la cardiopatia ischemica.
La principale raccomandazione è di avvisare i pazienti con precedenti fattori di
rischio per cardiopatia, ritmo cardiaco irregolare o angina di non assumere
autonomamente preparati da banco decongestionanti contenente efedrina e di
avvisare il medico curante di eventuali alterazioni del ritmo cardiaco o sintomi
toracici in corso di trattamento con beta-2 agonisti.
Data di pubblicazione: 28/06/2010
Bibliografia:
Nota Informativa Importante Concordata Con L'Agenzia
Italiana Del Farmaco (AIFA) "Nuove importanti informazioni di sicurezza
sull'associazione tra efedrina ed ischemia miocardica" Maggio 2010
Airoldi "Manuale di Farmacologia Clinica- Tutti i farmaci secondo l'evidenza
scientifica" EMS
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